Interessante e partecipativo è stato il Laboratorio organizzato da Paoline e Paolini, che si è svolto a Roma il 21 febbraio, presso la Società San Paolo (Via A. Severo 58), su: “Voci che raccontano, Volti che parlano. Gli ecosistemi comunicativi al servizio dell’umano”.
Scopo del Laboratorio era quello di condividere con dei giovani universitari e insegnanti di religione, alcune riflessioni sul messaggio di papa Leone XIV per la 60° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (17 maggio), il cui tema è: “Custodire voci e volti umani”, e poi cercare di tradurre in formati digitali le eventuali sollecitazioni da esso scaturite.
La mattinata è stata dedicata ai contenuti, offerti dal prof. Canzio Dusi (informatico e docente presso l’Università Cattolica di Milano) e da don Andrea Ciucci (membro della Pontificia Accademia per la Vita), riferiti soprattutto all’Intelligenza Artificiale, che pone l’uomo davanti a “un abisso di paura e a una vertigine di speranza”, perché si tratta di una potenza creativa.
Entrambi i relatori hanno parlato della “rivoluzione” portata dall’IA, che non è una magia, ma un’applicazione statistica, matematica, estremamente sofisticata, che riflette noi stessi: i nostri dati, la nostra storia, i nostri pregiudizi, la nostra cultura. Senza negare i rischi e le sfide che presenta, il nostro approccio all’IA deve essere in primo luogo positivo, di stupore, perché come ogni invenzione del progresso umano, è dono di Dio, come ci ricorda il magistero della Chiesa.
Da qui nascono le implicanze etiche e i regolamenti, e le tante opportunità di utilizzo, non in sostituzione della mente umana, ma come “aumento” di essa. Dai relatori è stato sottolineato come il mondo si adatta all’evoluzione tecnologica; a noi il compito di accoglierla e guidarla con responsabilità, con un supplemento di anima, discernimento e sapienza, senza dimenticare mai che l’IA è un’architettura di probabilità, mentre l’essere umano è un’architettura di possibilità.
Il pomeriggio è stato dedicato a esercizi pratici, in particolare a fare un piano di comunicazione per presentare il messaggio del Papa, imparando a interrogare l’IA con metodo e precisione per conversare utilmente con essa (che non è intelligente!) e da essa ottenere velocemente ciò di cui abbiamo bisogno.



