Al centro dell’edizione 2025 di questa iniziativa, la crisi in Medio Oriente e il conflitto tra Ucraina e Russia, il diritto di cronaca e il giornalismo indipendente ai tempi della guerra, il cambiamento climatico in rapporto al cibo, le sfide della Blue Economy, ma anche questioni che affliggono dimensioni più personali dell’esistenza come suicidi e femminicidi, la lupara bianca, la parità di genere. “Contribuire al ragionamento collettivo” per “ritrovare il filo logico – e umano – delle cose”, uno degli obiettivi degli organizzatori di questa iniziativa che punta anche a essere un’occasione di riflessione sul giornalismo, “un’arte” che sembra essere a rischio. “Fare il punto sul nostro lavoro – afferma Tommaso Forte, ideatore del Festival, organizzato con i colleghi Leda Cesari, Rosaria Bianco, Nicola Fragassi – è fondamentale non solo per continuare ad avere spazi di autonomia, imparzialità e sicurezza della professione. Ma anche per poter continuare a raccontare la realtà in maniera critica e spassionata, da professionisti seri e preparati, a tutela del diritto fondamentale del cittadino a essere informato correttamente”.



