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Oggi è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Proclamata dall’Onu, su impulso dell’Unesco nel 1993. 33 anni fa.

Chi oggi nelle istituzioni vuole davvero occuparsi della libertà di stampa dovrebbe fare i conti con queste questioni: la disinformazione (anche attraverso l’uso manipolatorio dell’intelligenza artificiale); l’autocensura per paura di ritorsioni, aggressioni fisiche e digitali, liti e querele temerarie; la crisi economica dei media e il precariato dilagante.

“La libertà di stampa é spesso violata…” così Papa Leone oggi 3 maggio,  all’Angelus in occasione della giornata mondiale della libertà di informazione.
Ci è voluto lui per richiamare l’attenzione su una data che stava passando nella indifferenza quasi generale.
Eppure non ê stata o un anno ordinario: il massacro in Palestina e Libano, la repressione in Iran, i bavagli contro ogni pensiero critico in Russia e in Cina, gli assalti di Trump contro ogni domanda scomoda o inchiesta sgradita, per non parlare di casa nostra : l’Italia ha ignorato il Media Freedom Act e ha superato l’Ungheria di Orban nel numero di querele bavaglio scagliate contro giornalisti, scrittori, disegnatori invisi al regime.
Comunque grazie a Leone per aver fatto sentire la sua voce autorevole dalla parte dei cronisti torturati, uccisi, imbavagliati.
Restiamo in attesa che voci altrettanti autorevoli vogliano condividere le sue parole, e magari, a partire da casa nostra, vogliano adeguare le normative a quelle richieste, sin qui invano, dalla commissione e dal parlamento europeo.

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