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Il 17 marzo, a Roma, presso l’Aula Magna della Pontificia Università della Santa Croce, si è svolto l’incontro “𝐌𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢: 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?”, promosso dalle Università Pontificie della Santa Croce, Lateranense, Salesiana e Gregoriana, con il patrocinio del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Analisi, riflessioni e linee guida a servizio dei sacerdoti e delle persone consacrate, hanno regalato ai partecipanti un pomeriggio ricco di spunti. È stato evidenziato come non bastano competenze tecniche per abitare il digitale da cristiani e da missionari; si rende necessaria una formazione integrale, capace di inculturare il messaggio evangelico e di unire quattro dimensioni essenziali: pastorale, spirituale, umana e intellettuale.

I vari interventi hanno sottolineato la necessità di coltivare uno sguardo positivo verso le nuove tecnologie; conoscerle per poter trasmettere la fede. Il missionario digitale o influencer è chiamato non solo a usare i social con consapevolezza e non con narcisismo, ma a proporre la propria presenza con discernimento, umiltà, dialogo, verità e interiorità.

Modello per tutti i missionari digitali è il Gesù di Emmaus, che incontra i discepoli, si accompagna a loro e riscalda i loro cuori.

 

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