IMPARARE UN ASCOLTO ATTIVO NELLA COSTRUZIONE DI GRUPPI
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♦ C’è un particolare modo di ascoltare. C’è l’ascolto attivo, capace di favorire la costruzione di gruppi, in grado di valorizzare anche i
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♦ C’è un particolare modo di ascoltare. C’è l’ascolto attivo, capace di favorire la costruzione di gruppi, in grado di valorizzare anche i conflitti. Come avviene tutto questo?
Risponde Vittorio Sammarco, pubblicista e docente di Giornalismo e Comunicazione e politica, Università Pontificia Salesiana.
È importante l’ascolto attivo per valorizzare, costruire e favorire gruppi solidi, inclusivi, aperti, solidali, che possano generare relazioni vere. Per fare questo bisogna tener conto che i conflitti sono vicenda ordinaria della vita relazionale. Conflitti di opinione, divergenze di vedute, di stili di vita; per cui bisogna tener conto che la relazione con l’altro non viene favorita se non si è in grado di fare un ascolto attivo, che non significa soltanto sentire con le orecchie, ma ascoltare da un punto di vista relazionale, che è importante, che costruisce, che si genera giorno dopo giorno nel tempo, nella valorizzazione dell’altro. Questo è importante, per cui le parole del Papa sono molto indicative, non solo per chi si occupa di comunicazione, ma per chi vive, come stiamo vivendo, in questo periodo sinodale, anche nelle nostre Chiese, un momento di comunità molto importante.
♦ Ci sono, all’interno della relazione, delle regole che possono aiutarci a imparare ad ascoltare e a mettere in pratica l’ascolto attivo?
Questo è necessario, perché i tempi che viviamo, di conflitti, sono ordinari. Anche nelle nostre relazioni alimentiamo l’incapacità di ascoltare… Solo passando da un ascolto basato sull’orecchio a un ascolto fondato sul cuore, come dice il Papa, potremo veramente cambiare le nostre dinamiche relazionali e favorire una realtà di comunità molto più viva e concreta.
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