DALL’ASCOLTO DI SÉ STESSI ALL’ASCOLTO DELL’ALTRO
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♦ Cosa significa affermare che questa società ascolta solo sé stessa? È possibile attivare dei processi per arrivare a una società che
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♦ Cosa significa affermare che questa società ascolta solo sé stessa? È possibile attivare dei processi per arrivare a una società che sa ascoltare?
Risponde Don Fabio Pasqualetti, Docente di Teorie e ricerca della comunicazione, Università Pontificia Salesiana.
In effetti la società ha tutte le potenzialità e tutte le energie per mettersi in ascolto dell’altro; solo che il modello culturale ed economico nella quale è inserita non lo permette. E non lo permette perché dal dopoguerra, dal tempo in cui si è avviato un periodo di benessere in cui il consumismo capitalista è penetrato, non solo a livello di pratiche, ma anche di cultura, noi siamo andati verso un processo di reificazione dell’altro. Noi vendiamo tutto e quindi consumiamo tutto; consumiamo anche i legami, consumiamo anche le amicizie. A questo poi si aggiungono altri fattori, ad esempio la spettacolarizzazione delle merci che implica e poi ha come ricaduta anche la necessità di spettacolarizzare noi stessi, e questo lo vediamo oggi in maniera lampante nei social, tutto il processo dei self, che è questa costruzione di un’immagine che deve essere piacevole soprattutto per gli altri e deve “impattare”. E allora in tutto questo processo, cosa succede? Che ognuno di noi è molto concentrato su se stesso; si parla anche di narcisismo sociale… Se io sono molto concentrato su me stesso, l’altro diventa sì oggetto del mio desiderio, ma in funzione di quello che io voglio raggiungere.
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