Il mondo della cultura e dell’informazione hanno partecipato attivamente alle riflessioni proposte nell’ambito della Settimana della Comunicazione. Molti sono i giornalisti, gli attori e gli operatori della comunicazione, intervenuti anche in più occasioni ad eventi e convegni per portare il proprio contributo, declinando il tema della Giornata delle Comunicazioni Sociali dell’anno.

Maria Rita Parsi

Psicologa, psicopedagogista e psicoterapeuta, specializzata nello studio del complesso rapporto tra nuove generazioni e nuove tecnologie informatiche. Collabora con molti quotidiani e periodici su cui tiene rubriche settimanali ed ha partecipato a numerose trasmissioni televisive, in qualità di esperta di psicologia e opinionista. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2009 ad Alba, intervenendo al Festival della Comunicazione, ha redatto la “Carta di Alba” per proteggere i bambini dai pericoli del web.

«L’origine e la fine della nostra vita sono due momenti delicatissimi. Il suggere il latte materno, il bisogno e la soddisfazione uniti, la sensazione dell’abbraccio della propria madre sono la base per una vita felice. Addirittura nel periodo prenatale c’è una fase delicatissima in cui si pongono le basi per la felicità. Sono basi solide interiorizzate. La felicità nasce dalle piccole cose».

Ernesto Olivero

Fondatore del Sermig (Servizio Missionario Giovani), al quale nel 2015 è stata assegnata la prima “cittadinanza onoraria Giovanni XXIII” del Comune di Bergamo. Nel 1983, ottiene dal Comune di Torino la possibilità di usare alcuni spazi dell’ex arsenale militare, situato in uno dei quartieri più malfamati della città: circa 45.000 mq, che oggi offrono 1.900 posti letto e 2.590 pasti, un vero e proprio “monastero metropolitano”, a cui si aggiungono le numerose importanti attività all’estero fra cui 77 missioni di pace. Nel 2012, durante la Settimana della Comunicazione ad Alba, ha partecipato al ciclo di incontri “Genitori? Si può fare!”.

«Mi auguro che l’uomo creda realmente che si può vivere da disarmati, senza bisogno di pietre, di frecce, di pistole e missili per far valere le proprie idee e difendere la pace».

Orietta Berti

Cantante italiana, particolarmente amata dal grande pubblico, nel corso della sua carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento. Ad Alba, nel 2012, nel contesto delle iniziative della Settimana della Comunicazione, ha partecipato al ciclo di incontri “Genitori? Si può fare!”.

«Voglio ancora una vita e un aquilone, voglio ancora due sassi da buttare, dire sì, dire no, dire amore e insegnarti che tu puoi volare» (dalla canzone “Futuro”)

Ferruccio De Bortoli

Giornalista italiano, due volte direttore del Corriere della Sera e direttore del Sole 24 Ore. Attualmente è presidente della casa editrice LonganesiNel 2014, a Lodi, ha partecipato al Festival della Comunicazione intervenendo all’incontro dibattito sul tema «Come comunicare la presenza del povero o del “diverso” della porta accanto?».

«Il cardinal Martini è sempre stato attento a non sommergere con la propria cultura l’interlocutore, discreto nell’entrare nelle vite degli altri, ma generoso nel comprenderne le debolezze, nel porsi umilmente nella condizione di chi soffre, di chi non crede più o non ha mai creduto».

Franco Cardini

Storico, saggista e blogger italiano, specializzato nello studio del Medioevo e delle Crociate, approfondite sulla base di scritti cristiani e araboislamiciCollabora con il quotidiano Avvenire ed è membro del comitato scientifico della rivista Eurasia. Ha fondato Civitas Dei, un’istituzione culturale preposta alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, religioso e culturale di GerusalemmeÈ intervenuto alla Settimana della Comunicazione 2016 all’incontro tra il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, e alcuni scrittori e giornalisti delle maggiori testate nazionali.

«La cultura è la capacità di mettersi in discussione».

Massimo Cacciari

Politico e filosofo italiano, professore emerito, nel 1993 viene eletto sindaco di Venezia, carica che manterrà per sette anni. Co-fondatore e co-direttore di alcune delle riviste che hanno segnato la vita politica, culturale e filosofica italiana tra gli anni ’60 e ’90, è cittadino onorario di Sarajevo, per la sua azione politica e culturale durante la guerra e l’assedio della città, e di Siracusa, per i suoi lavori su Platone e il Neoplatonismo. Moltissime le sue pubblicazioni e prestigiosi i riconoscimenti ricevuti a livello nazionale e internazionale. Nel 2017 ha partecipato al Festival della Comunicazione di Cesena con un intervento sull’Umanesimo oggi.

«Nessuno può guardare nell’anima di un altro. Se una persona ha davvero perso ogni speranza e per lei la vita è diventata una pura e semplice sofferenza, abbiamo il dovere di credergli».

Fausto Colombo

Sociologo italiano, docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha fondato nel 1995 l’Osservatorio sulla Comunicazione, centro di ricerca sui media dell’Università, di cui è il direttore. Autore di saggi e libri sugli effetti sociali della digitalizzazione e la storia dei Baby Boomer italiani, ha partecipato al Festival della Comunicazione 2009, stimolando riflessioni e confronti sulle nuove tecnologie e le nuove forme di comunicazione collegate.

« In FB cerchiamo di dire non chi siamo, ma come vorremmo essere definiti in quel mondo chiuso anche se vastissimo, on line anche se strettamente interfacciato con la realtà quotidiana dove quando piove ti bagni – per dire – e quando c’è il sole sudi. La nostra immagine è lì, secca di pioggia e sudore, statica ma movimentata dai nostro commenti, dalle nostre ricorrenze, dalle altre nostre foto e video. È lì come matrice di un io in fondo immaginario, in cui proiettiamo quello che ci piacerebbe essere, od essere stati, o più semplicemente quello che ci piace pensare di poter essere se lo volessimo davvero ».

Beppe Fiorello

Affermato attore italiano, interprete di film e di fiction di successo. Dopo Brancaccio, di Gianfranco Albano, è la volta di La guerra è finita, diretto da Lodovico Gasparini, e di Salvo D’Acquisto, di Alberto Sironi. Nel corso della Settimana della Comunicazione 2017, riceve il Premio Comunicazione e Cultura Paoline, perché nel cinema l’attore ha saputo dar voce alle figure di grandi cittadini del nostro tempo, uomini comuni che hanno vissuto una forte responsabilità civile e religiosa.

 « Do’ carne e ossa alle parole, trasformo le notizie in personaggi… Di Borsellino mi hanno colpito i suoi aspetti meno noti: era un grande lettore, amante del teatro pirandelliano tanto da conoscerne interi passi a memoria. Falcone era più poliziotto. Anche qui per semplificare: lui il braccio e l’altro la mente. In comune avevano l’ironia, sulla vita e sul lavoro ».

Chiara Giaccardi

Professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttora della rivista «Comunicazioni Sociali», collabora con il quotidiano «Avvenire». Nel 2015, è intervenuta alla 49° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore.

« La famiglia è un luogo di resistenza dell’umano alle diverse forme di colonizzazione, al mito dell’efficienza, alla logica del contratto (e dei legami non scelti e irrevocabili): è una riserva di libertà ».

Francesco Giorgino

Giornalista Rai conduttore del TG1, è professore di Sociologia del Giornalismo alla Sapienza, studioso di tematiche sociali e saggista. Nel 2007 ha partecipato al Festival della Comunicazione e nel 2008 all’apertura dell’Anno Paolino.

« Chi rinuncia alla verità, pur parziale, del giornalismo in quanto sistema professionale, di fatto sta alimentando la considerazione che ciascuno può bastare a sé stesso… Essere concentrati nella realizzazione del personale percorso di autodeterminazione, significa optare per la società degli individui più che per quella delle persone. Significa ricercare non la verità degli altri, ma essere confermati nella propria verità, nella propria opinione. Significa assecondare solo le proprie aspettative e gratificare solo le proprie opzioni e preferenze. Non è una differenza di poco. Le “fake news” mi spaventano soprattutto per questo ».

Philip Gröning

Regista tedesco, nel 2005 ha diretto Il grande silenzio, film ambientato nel monastero certosino de La Grande Chartreuse, vicino Grenoble. Attraverso quest’opera cinematografica, è stato offerto al pubblico uno spaccato di quell’esistenza silenziosa dei monaci, apparentemente ritmata e monocorde, ma in realtà rivoluzionaria e controcorrente. In occasione della sua partecipazione alla Settimana della Comunicazione 2006, gli è stato assegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline.

« Chi vive in un unico posto i cui giorni si ripetono sempre, vivrà naturalmente le stagioni in modo più intenso. Immaginiamo di passare la nostra intera vita a guardare fuori dalla stessa finestra verso un segmento di un giardino o una certa montagna, il cambiamento della natura, e del tempo stesso, avranno un significato diverso in noi ».

Derrick De Kerckhove

Dal 1983 al 2008, direttore scientifico del McLuhan Program in Culture & Technology dell’Università di Toronto, è considerato uno dei più grandi sociologi della comunicazione di sempre. Attualmente insegna Sociologia della Cultura Digitale e Marketing dei Nuovi Media all’Università Federico II di Napoli. È intervenuto in due edizioni della Settimana della Comunicazione (Roma 2009; Padova 2011)

« C’è un approccio collaborativo, un’intelligenza della collaborazione, che non nasce con la rete, ma che dalla rete è molto favorito. La rete e l’istantaneità delle relazioni che la rete genera, creano enormi possibilità di connessione. Ci sono centinaia di siti specializzati in cui ci sono persone che fanno domande e persone che rispondono a quelle domande. È un modo straordinario per diffondere conoscenza »

Claudia Koll

Attrice di cinema e teatro, nel 2005 ha fondato l’associazione Le opere del Padre Onlus, attiva soprattutto in Africa. Nel 2009 ha assunto la direzione artistica della Star Rose Academy di Roma. Ha portato la sua testimonianza in diverse edizioni della Settimana della comunicazione (Salerno 2006, Brescia 2008,Caserta 2010, Caltanissetta 2012).

« Cercare sempre la libertà nella verità. La libertà fine a sé stessa non basta, perché si rimane chiusi nel proprio egoismo… Bisogna cercare la verità, perché il Signore non sopporta la menzogna. Cominciate a fare una scelta profonda, a dire che non accettate questo mondo fatto di compromessi, di ipocrisie, dove nessuno si mostra veramente com’è ».